I question tags in inglese: regole, esempi ed errori
Un question tag è una piccola domanda aggiunta in fondo a una frase per chiedere conferma o invitare l'altro ad essere d'accordo. La regola d'oro è l'inversione di polarità: una frase affermativa prende un tag negativo e una frase negativa prende un tag positivo, riprendendo sempre lo stesso ausiliare. Per esempio: "You're tired, aren't you?" (affermativa con tag negativo) e "He doesn't smoke, does he?" (negativa con tag positivo). Attenzione ai casi fissi come "Let's go, shall we?". A differenza dell'italiano, dove ci basta un "vero?" o un "no?" sempre uguale, in inglese il tag cambia ausiliare e segno in base alla frase, quindi serve fare attenzione.
Esempi
- You're tired, aren't you? checking that the listener is tired
- He doesn't smoke, does he? confirming he doesn't smoke
- Let's go, shall we? inviting agreement to go
La lezione completa
Tutto il video, in testo.
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Parli bene inglese, vero? Quella piccola coda alla fine è ovunque, e dietro c'è un'unica regola semplice.
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Una <t>question tag</t> è una breve domanda aggiunta a un'affermazione per verificarla o chiedere conferma. Tutto il trucco sta nel formarla bene.
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Due cose si invertono. Un'affermazione positiva vuole una coda negativa, una negativa vuole una coda positiva. Polarità opposta, sempre.
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E la coda ripete lo stesso ausiliare. Se non c'è ausiliare, usi una forma di <t>do</t>. Poi aggiungi il pronome giusto.
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Partiamo dal positivo. La frase usa <t>are</t>, quindi la coda è la negativa, <t>aren't</t>, più <t>you</t>. You're tired, aren't you?
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Ora il negativo. <t>Doesn't</t> è già negativo, quindi la coda diventa positiva: <t>does he</t>. Stesso verbo, segno opposto. He doesn't smoke, does he?
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Nessun ausiliare nella frase? Chiama in causa <t>do</t>. <t>They live here</t> diventa <t>don't they</t>. They live here, don't they?
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Al passato, <t>do</t> diventa <t>did</t>. La frase era positiva, quindi la coda va al negativo. She called you, didn't she?
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Ecco l'errore classico: mantenere la stessa polarità. <t>You're coming, are you?</t> suona come sorpresa o sospetto, non come accordo. Invertila: <t>aren't you?</t>
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L'altra trappola è il pronome sbagliato. La coda deve concordare col soggetto: <t>she</t>, non <t>it</t>. <t>She likes it, doesn't she?</t>
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Alcune sono fisse. <t>Let's</t> vuole sempre <t>shall we</t>. E <t>I am</t> vuole l'irregolare <t>aren't I</t>. Let's go, shall we?
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Quindi: inverti la polarità, ripeti l'ausiliare, concorda il pronome. Azzecca questi tre e le tue code suoneranno naturali.