I pronomi indefiniti e negativi del serbo e la doppia negazione
Se sai dire "Non so niente" in italiano, sei già a metà strada per capire come funziona la negazione in serbo. Anche l'italiano, infatti, accumula le negazioni: diciamo "Non viene nessuno", con il "non" sul verbo e il "nessuno" subito dopo. Il serbo fa esattamente la stessa cosa, ma la vera novità per noi non è il concetto, bensì la forma: un piccolo sistema di prefissi che si attacca alle parole interrogative. Tutto parte da due parole-base: ko (chi) e šta (cosa). Su questa radice il serbo costruisce tre famiglie. Con il prefisso ne- otteniamo l'indefinito positivo: neko (qualcuno), nešto (qualcosa). "Neko je ovde" significa "Qualcuno è qui", e "Imam nešto za tebe" vuol dire "Ho qualcosa per te". Con il prefisso ni- otteniamo invece le forme negative: niko (nessuno), ništa (niente), e poi gli avverbi della stessa famiglia, nikad (mai) e nigde (da nessuna parte). C'è infine il prefisso i-, che dà iko (chiunque) e išta (qualsiasi cosa): si usa nelle domande e nelle frasi ipotetiche, là dove in italiano direste "C'è nessuno?" o "Se vedi qualcuno...". A completare il quadro c'è l'insieme universale, fuori dal gioco dei prefissi: svako (ognuno, tutti) e sve (tutto). Ecco il cuore della lezione, ed è qui che la somiglianza con l'italiano vi aiuta. Una parola con prefisso ni- richiede SEMPRE la negazione ne sul verbo: la doppia negazione non è facoltativa, è obbligatoria. Si dice "Niko ne zna" (Nessuno sa) e "Nikad ne idem tamo" (Non ci vado mai). Proprio come il "non" italiano non sparisce in "Non ho niente", così in serbo "Nemam ništa" mantiene la negazione sul verbo (nemam = non ho). E le negazioni non si limitano a due: si accumulano liberamente. La frase "Niko nikad ništa ne kaže" è perfettamente corretta e significa "Nessuno dice mai niente" — quattro elementi negativi in fila, esattamente come li sentirebbe un italiano. Restano tre trabocchetti da tenere d'occhio. Primo: non dimenticate mai il ne sul verbo. "Niko zna" è sbagliato; si dice "Niko ne zna". Secondo: non pensate che due negazioni si annullino, come accade in matematica. "Imam ništa" non esiste; la forma giusta è "Nemam ništa". Terzo, ed è il più insidioso perché qui l'italiano non vi guida: quando una preposizione governa un pronome ni-, la preposizione si infila DENTRO il pronome e lo spezza. Non si dice od nikoga né sa nikim, ma ni od koga (da nessuno) e ni sa kim (con nessuno). Memorizzate questa scissione come un automatismo: il ni- resta davanti, la preposizione si incastra in mezzo. Padroneggiati questi tre punti, la negazione serba diventa territorio familiare.
Esempi
- Niko ne zna. Nobody knows.
- Nemam ništa. I have nothing.
- Nikad ne idem tamo. I never go there.
La lezione completa
Tutto il video, in testo.
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Per dire che nessuno sa, in serbo usi due negazioni insieme. Togline una e la frase si rompe.
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Questa lezione copre due famiglie di pronomi. Quelli indefiniti — qualcuno, qualcosa — e quelli negativi — nessuno, niente, mai. La famiglia negativa segue una regola speciale che mette tutti in difficoltà, quindi arriviamoci per gradi.
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Tutto nasce da due parole interrogative: ko, che significa chi, e šta, che significa cosa. Aggiungi un piccolo prefisso a ciascuna e ottieni un intero gruppo di pronomi.
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Cominciamo con quelli facili e positivi. Il prefisso ne- ti dà qualcuno e qualcosa. Neko je ovde. C'è qualcuno qui.
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E la versione per le cose funziona esattamente allo stesso modo. Imam nešto za tebe. Ho qualcosa per te.
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Ora il cuore della lezione. I pronomi negativi iniziano con ni-: niko è nessuno, ništa è niente, nikad è mai. Ed ecco la regola da cui dipende tutto — ogni volta che usi uno di questi, anche il verbo deve essere negato.
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Quindi nessuno sa non è solo una negazione. Il pronome è negativo e il verbo riceve ne davanti. Niko ne zna. Nessuno sa.
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Lo stesso vale per niente. Il verbo porta già la propria negazione, ed è proprio ciò che la regola richiede. Nemam ništa. Non ho niente.
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Mai funziona allo stesso modo. Nikad è la parola di tempo negativa, quindi il verbo è negato insieme a essa. Nikad ne idem tamo. Non vado mai lì.
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Non ci si ferma a due negazioni. Quando più parole negative finiscono in una frase, restano tutte negative, e il verbo prende comunque il suo ne. Accumulare negazioni qui non è un errore — è obbligatorio.
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Ascolta quante negazioni porta questa frase — nessuno, mai, niente e un verbo negato, tutto insieme. Niko nikad ništa ne kaže. Nessuno dice mai niente.
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Un altro gruppo da conoscere: la famiglia di chiunque con il prefisso i-. Iko e išta significano chiunque e alcunché, e compaiono soprattutto nelle domande e nelle condizioni — come chiedere se c'è qualcuno qui.
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Ecco la grande trappola. Sembra naturale lasciare il verbo positivo quando il soggetto è già nessuno — ma in serbo è proprio sbagliato. Il verbo deve essere negato.
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E non cercare di annullare il raddoppio per far tornare la logica. Due negazioni non si elidono — ci stanno entrambe, ogni volta.
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Quindi, tre cose da ricordare. Ne- vuol dire qualcuno, ni- vuol dire nessuno, i- vuol dire chiunque. Una parola con ni- tira sempre ne sul verbo. E le negazioni si accumulano — lasciale fare.