Il condizionale serbo (potencijal): come dire „vorrei“
Il potencijal è il condizionale serbo, l'equivalente del nostro „vorrei, verrebbe, viaggerei“. Per te che parli italiano c'è una differenza di fondo da cui conviene partire: in italiano il condizionale si costruisce coniugando un solo verbo (vorrei, verrei, andrei), mentre in serbo si forma con due elementi separati — una particella e il participio del verbo. Una volta capita questa logica „a due pezzi“, il resto è soprattutto pratica. La formula del condizionale serbo è: particella clitica (l'aoristo del verbo „biti“, cioè „essere“) + il participio attivo (radni glagolski pridev). La particella cambia secondo la persona: ja BIH, ti BI, on/ona BI, mi BISMO, vi BISTE, oni BI. È utile pensarla come la „desinenza staccata“ del condizionale: in italiano l'informazione „-ei / -ebbe“ sta dentro al verbo, in serbo vive in questa piccola parola a parte. Il participio concorda in genere e numero con il soggetto. Questa è una cosa che in italiano non hai al condizionale, quindi merita attenzione: al maschile „radio“, al femminile „radila“, al plurale „radili“. Per questo un uomo dice „Želeo bih kafu.“ (vorrei un caffè) e una donna „Želela bih kafu.“. Il nostro „vorrei“ resta identico per entrambi; in serbo, invece, il genere di chi parla cambia la forma del verbo. La regola di posizione più importante: la particella è clitica e sta SEMPRE in SECONDA posizione nella frase. Se inizi con il soggetto: „Ja bih došao.“ (verrei). Se invece la frase comincia con il verbo, la particella lo segue subito: „Došao bih.“. In italiano la posizione è libera, quindi questa regola della „seconda posizione“ va imparata con cura. Gli usi sono tre. Primo, desideri e richieste cortesi: „Želeo bih kafu.“. Secondo, supposizioni e possibilità. Terzo, le frasi ipotetiche con „se“: „Kad bih imao vremena, putovao bih.“ (se avessi tempo, viaggerei). Nota anche la terza persona — „Ona bi došla.“ (lei verrebbe) — e la domanda con „voi“: „Šta biste radili?“ (cosa fareste?). Un'osservazione utile per noi italiani: dove la nostra ipotetica chiede il congiuntivo („se avessi“), il serbo non ha congiuntivo e usa proprio questa stessa costruzione condizionale. Veniamo agli errori più frequenti tra chi ha l'italiano come lingua madre. Il più comune è usare „bi“ per tutte le persone. Nel parlato rilassato sentirai „mi bi došli“, ma in serbo curato è scorretto: si dice „Mi bismo došli.“. Lo stesso vale per „voi“: serve „biste“, non „bi“. Il secondo tranello è perdere la -h alla prima persona singolare. „Ja bi rekao“ è sbagliato; la forma giusta è „Ja bih rekao.“. È proprio quella -h a distinguere l'„io“ da tutte le altre persone, quindi non lasciarla cadere. Il terzo errore riguarda la posizione: la particella non deve mai „scivolare via“ dalla seconda posizione. Il quarto è l'accordo di genere del participio: attenzione a „želeo“ contro „želela“, perché in italiano questo accordo al condizionale non esiste ed è facile dimenticarlo. Se tieni d'occhio questi quattro dettagli, il tuo condizionale serbo suonerà naturale e corretto.
Esempi
- Želeo bih kafu. I would like a coffee.
- Ona bi došla. She would come.
- Šta biste radili? What would you do?
La lezione completa
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Una piccola particella trasforma un ordine brusco in una richiesta cortese — ed è proprio su di lei che quasi tutti fanno un errore.
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Il potencijal è la forma del 'condizionale', quella del 'vorrei': serve per desideri, richieste cortesi e frasi condizionali. Si costruisce con due parti: una particella ausiliare e il participio passato.
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Ecco tutto il paradigma. La particella cambia secondo la persona: ja bih, ti bi, on bi, mi bismo, vi biste, oni bi. Ricorda che la prima persona singolare finisce in -h — bih — mentre al plurale abbiamo bismo e biste.
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La seconda parte è il participio passato — quella forma che si accorda in genere e numero con il soggetto. Al maschile radio, al femminile radila, al plurale radili. Unisci la particella e il participio ed ecco il potencijal.
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Partiamo dall'uso più frequente — la richiesta cortese. Invece di dire 'voglio un caffè', lo dici in modo più morbido: Želeo bih kafu.
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Se a parlare è una donna, il participio si accorda al femminile — želela — mentre la particella resta bih. Želela bih kafu.
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La terza persona usa la particella bi. Indovina cosa farebbe qualcuno: Ona bi došla.
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Per il 'voi' di cortesia (vi) usi biste. Attenzione — biste, non bi. Šta biste radili?
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Ora la regola di posizione. La particella bih, bi, bismo si comporta come una clitica — vuole la seconda posizione nella frase. Per questo diciamo Ja bih došao, e quando la frase inizia con il verbo, la particella va subito dopo: Došao bih.
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Il potencijal regge anche le frasi condizionali — quelle con il 'se'. Nella proposizione principale sta il potencijal: Kad bih imao vremena, putovao bih.
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Ed ecco la trappola classica. Nel parlato rilassato molti usano bi per tutte le persone — mi bi, vi bi. In un parlato curato e corretto non va bene: per mi si usa bismo, per vi si usa biste.
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E un'ultima inezia che tradisce il parlante: alla prima persona singolare la -h non cade. Non si dice ja bi, ma ja bih.
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Ricorda: la particella per persona — bih, bi, bismo, biste — più il participio passato per genere, e tutto in seconda posizione.