Come si forma il plurale dei sostantivi in serbo (nominativo)
In italiano il plurale si fa cambiando la vocale finale: gatto → gatti, casa → case, libro → libri. Il serbo segue una logica diversa, ed è il primo ostacolo per chi parla italiano. In serbo non esiste il plurale con la -s; la desinenza da aggiungere dipende dal genere del sostantivo. Ci sono tre schemi da memorizzare. I sostantivi maschili, che di solito terminano in consonante, formano il plurale con -i: student diventa studenti e profesor diventa profesori. I femminili in -a sostituiscono quella -a con -e: žena (donna) diventa žene, e knjiga (libro) diventa knjige. I neutri in -o o -e prendono -a: selo (villaggio) diventa sela, e jezero (lago) diventa jezera. Perciò, prima di mettere un sostantivo al plurale, occorre conoscerne il genere. All'inizio sembra un lavoro in più, ma le desinenze sono regolari e diventano automatiche con la pratica. Veniamo alle insidie. I sostantivi maschili monosillabici non aggiungono semplicemente -i: inseriscono prima -ov- (oppure -ev- dopo una consonante «molle»). Così grad (città) diventa gradovi, most (ponte) diventa mostovi, sin (figlio) diventa sinovi e kraj (regione, fine) diventa krajevi. Il principiante dice spesso «gradi» per analogia con studenti, ma quella forma è sbagliata. C'è inoltre un cambiamento di suono. Quando la radice maschile termina in k, g o h, quella consonante si addolcisce davanti alla -i. È la cosiddetta sibilarizzazione: vojnik (soldato) diventa vojnici, e non «vojniki». L'errore più frequente di chi parla italiano è ricorrere alla -s. Non esiste «grads», né «ženas», né «selos». Il serbo sceglie -i, -e o -a rigorosamente in base al genere. Padroneggia prima i tre schemi, aggiungi poi l'inserimento -ov-/-ev- e la sibilarizzazione, e il plurale serbo comincerà a venirti naturale.
Esempi
- gradovi cities
- žene women
- sela villages
La lezione completa
Tutto il video, in testo.
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Una grad. E come si dice quando sono tante? Qui non basta aggiungere una -s alla fine. Il plurale serbo ha regole proprie, e dipendono dal genere.
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È la forma del soggetto, la risposta alla domanda chi o che cosa?. E la desinenza dipende dal genere del sostantivo.
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Tre generi, tre desinenze. Il maschile prende -i, i femminili in -a prendono -e, e il neutro prende -a. Ricorda: i, e, a.
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Partiamo dal femminile. Žena finisce in -a; al plurale quella -a diventa -e — žene. žena → žene
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Lo stesso con knjiga: finisce in -a, quindi il plurale è knjige. knjiga → knjige
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Ora il neutro. Selo finisce in -o; al plurale quella -o diventa -a — sela. selo → sela
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Così anche jezero dà jezera: di nuovo la -o passa a -a. jezero → jezera
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Ora il maschile. I sostantivi lunghi sono facili: student prende -i — studenti, e profesor diventa profesori. student → studenti
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Ma attenzione ai maschili corti: è qui che si sbaglia di più. Grad non fa gradi. Si inserisce -ov-, e viene gradovi. Molti monosillabi funzionano così.
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Così most dà mostovi, sin dà sinovi. Dopo una consonante molle arriva -ev-: kraj diventa krajevi. most → mostovi · kraj → krajevi
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Un ultimo dettaglio: quando la radice finisce in k, g o h, quel suono cambia davanti alla -i. Vojnik diventa vojnici. vojnik → vojnici
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La trappola più grande: non si aggiunge una -s alla fine. Non esistono gradovis né ženas. Il serbo sceglie la desinenza in base al genere: i, e o a.
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Guarda i tre generi insieme: maschile in -i, femminile in -e, neutro in -a. Prima riconosci il genere e poi conosci la desinenza.
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Riepiloghiamo: maschile -i, femminile -e, neutro -a. I maschili corti inseriscono -ov- o -ev-. E mai una -s alla fine.